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Agosto 2020

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Il protrarsi dei negoziati tra gli Stati membri sulle proposte legislative per la nuova politica agricola comune (PAC) 2021-2027, e poi l’emergenza per il Covid 19 ha portato la Commissione all’adozione di un pacchetto di misure volto a definire il regime da applicare, per un periodo transitorio, in attesa della definitiva approvazione della riforma della PAC 2021-2027 e del nuovo quadro finanziario pluriennale (QFP) dell’Unione europea per il prossimo settennato 21-27.
Il pacchetto stabilisce disposizioni transitorie relative al sostegno da parte del FEASR e del FEAGA sia per quanto riguarda le risorse e la loro distribuzione nella fase di transizione che per quanto riguarda l’applicabilità del quadro giuridico esistente fino a quando non saranno applicabili i nuovi regimi della PAC, nonché disposizioni transitorie specifiche per garantire una transizione agevole dall’attuale periodo PAC al prossimo.

Gli strumenti deputati alla gestione della fase di transizione potranno essere i Programmi di Sviluppo rurale 2014-2020 vigenti e gli strumenti attuativi da essi messi in campo, che di fatto saranno prolungati e dotati di ulteriori risorse. I GAL sono tra questi.
Tuttavia poco è ancora noto su come le regioni intendano allocare le risorse aggiuntive tra le diverse misure dei PSR, con quali modalità e in base a che tipo di analisi dei fabbisogni. Questo vale a maggior ragione per la Misura 19 approccio Leader, rispetto alla quale è necessario capire come le risorse possono impattare sulle strategie di sviluppo locale dei GAL.
Altro aspetto è conoscere le regole deputate a governare questo processo visto il livello di complessità del quadro procedurale amministrativo in cui i GAL già operano. Da ultimo capire i tempi effettivi i cui tutto questo maturerà.
Da queste premesse di scenario emerge la necessità di conoscere e mettere a fattor comune le informazioni e le azioni messe in campo dalle regioni per la gestione della fase di transizione.
Il laboratorio avrà dunque i seguenti obiettivi:
– Fare un’indagine su quanto è stato fatto dalle regioni rispetto alle questioni di cui sopra attraverso la raccolta di documenti;
– Produrre un’analisi della documentazione raccolta e delle procedure individuate per facilitare l’azione dei Gal a livello regionale;
– Esprimere raccomandazioni su come garantire una gestione snella della fase di transizione.

Il referente del laboratorio è:

  • Patrizia Di Fazio (Castelli romani e monti prenestini)

Il gruppo promotore è composto da:

  • Stefano Stranieri (Montagna Appennino)
  • Milena Rosa (Gal Alto Molise)
  • Rino Talucci (Abruzzo italico Alto Sangro)
  • Dante Spinelli GAL (Lecco Brianza) 
  • Luigia Melaragni (GAL Alto Lazio)
  • Marta Vezzola (GAL Garda Val di Sabbia)
  • Giovanni Pattoneri (GAL del Ducato)
  • Giancarlo Pegoraro (Vegal)
  • Domenico Conti (Vette reatine)
  • Carlo Ricci (Costa dei Trabocchi)

Iscriviti

A seguito delle numerose sollecitazioni ricevute ed in considerazione del rallentamento delle attività nel periodo di ferragosto abbiamo aggiornato la road map

  • Step 1 – Definizione partecipata dell’agenda
    La raccolta delle proposte di laboratorio proseguirà fino al 7 settembre.
  • Step 2 – Selezione di massimo 8 laboratori
    Entro il 10 settembre saranno selezionati gli otto laboratori con più adesioni. Questo in considerazione del fatto che non è sostenibile affrontare più di otto laboratori in modo plenario. Si valuterà la eventuale possibilità di accorpamento per ulteriori laboratori che hanno ricevuto meno adesioni.
  • Forum LEADER 2020
    Il forum si svolgerà a Lanciano il 15 e 16 ottobre.

La programmazione Leader, e non solo, ha formato una vasta schiera di manager, professionisti, animatori ed agenti dello sviluppo locale.
È oggi importante valorizzare queste figure professionali mediante l’attivazione di una rete collaborativa volta anche a promuovere e qualificare il lavoro di molti soggetti diffusamente attivi i nel contesto nazionale.
Per questo motivo si propone un gruppo di lavoro il cui obiettivo è quello di attivare confronto finalizzato a rafforzare il ruolo della comunità di soggetti operanti nel CLLD con la potenziale ambizione di giungere fino alla costituzione di una Associazione Nazionale dei Manager e dei Professionisti dello Sviluppo Locale. Il laboratorio intende pertanto analizzare potenzialità, limiti e necessità delle figure professionali attive nello sviluppo locale in un’ottica di multidisciplinarietà oggi difficilmente riconducibile agli ordini professionali o alle loro associazioni esistenti.
Il fine ultimo di questo laboratorio è quello di attivare una efficace azione di valorizzazione, promozione e tutela di lavoratori e tecnici generalmente ad alto livello di professionalità attualmente privi di riconoscimenti e rappresentanze.
La crescita, il confronto e il coordinamento della comunità professionale CLLD-LEADER è il presupposto fondamentale per il miglioramento qualitativo del sevizio svolto dalle organizzazioni attive nei territori e della qualità dei programmi di sviluppo presenti e futuri.
La tutela della comunità di professionisti impegnati con serietà e rigore nello sviluppo locale dovrebbe anche porsi l’obiettivo di attivare percorsi di formazione permanente ed accompagnare con criterio l’inserimento dei nuovi soggetti chiamati a svolgere i lori compiti lavorativi nell’ampio contesto del CLLD.

Tavolo di lavoro Comunità Professionale CLLD- Questionario relativo alle professionalità presenti all’interno dei GAL italiani.
Compila il FORM.

Il questionario è rivolto a tutti i tecnici operativi presso i Gal. Il termine di compilazione è prorogato al 9 ottobre 2020 alle ore 12.

Il referente del laboratorio è:

  • Nicola Gallinaro (Gal Gardavalsabbia)

Il gruppo promotore è composto da:

  • Josef Mair (GAL Alpi di Serentino)
  • Huber Hungerer (Südtiroler Grenzland)
  • Giusy Botti (GAL Oglio Po)
  • Giancarlo Pegoraro (Vegal)
  • Giorgio Magrini (GAL Valli del Canavese e Comitato Direttori GAL Piemontesi)
  • Giovanni Minuto (GAL Valli Savonesi)
  • Sabina Bordiga (GAL Patavino)

 

Iscriviti

La Strategia Nazionale per le Aree Interne ha perimetrato 72 aree italiane, caratterizzate principalmente dallo spopolamento e dalla lontananza dai poli urbani di servizi essenziali, coinvolgendo una parte rilevante dell’Appennino e dei territori alpini e prealpini. Entro il 2020 saranno approvate le ultime strategie e, dal 2021, saranno tutte in attuazione.
Ad una iniziale difficoltà dei GAL ad entrare nella definizione del percorso strategico della SNAI, poiché il protagonismo è stato posto in capo ai Comuni attraverso il pre-requisito dell’associazionismo, si è dimostrato che laddove le aree hanno coinvolto i GAL nella redazione tecnica delle strategie queste hanno avuto una forte accelerazione e una maggiore condivisione di obiettivi e risultati attesi tra gli stakeholder locali. Il ruolo dei GAL non si è fermato solo alla predisposizione della Strategia, ma assunto un ruolo importante anche nell’attuazione degli interventi in considerazione delle sinergie attivate tra SNAI, PSR e PSL nelle aree progetto.
Per il futuro ciclo di programmazione, il Dipartimento della Coesione ha rimarcato la necessità di proseguire nell’investire sulla Strategia Nazionale per le Aree Interne impegnata com’è nelle sfide del contrasto allo spopolamento.

Fermo restando l’impianto strategico generale e l’approccio di metodo sperimentato, emergono alcune direzioni di necessaria evoluzione:
• auspicio che la sperimentazione SNAI possa diventare una politica strutturale;
• la semplificazione e accelerazione attuativa al fine di superare le criticità determinate da procedure molto articolate e da una governance che spesso viene percepita complessa;
• in alcuni casi, riperimetrazione di aree in funzione degli strumenti di programmazione Leader per una maggiore efficacia degli interventi.

La natura eminentemente rurale e di montagna di molte aree interne rende evidentemente cruciale che nelle strategie d’area possano continuare a trovare spazio e integrazione interventi sulle filiere agricole, zootecniche, pastorali e del bosco e della manutenzione del territorio da parte degli operatori attivi in tali filiere, ma considerata la sua esclusione dal futuro AP 2021-2027, c’è preoccupazione per un ulteriore “allontanamento” del FEASR dalle Strategie e territori interessati.

Il referente del laboratorio è:

  • Mario Di Lorenzo (Gal Alto Molise)

Il gruppo promotore è composto da:

  • Marco Bassetto (Trentino orientale)
  • Pier Giorgio Sturlese (Montagna Leader)
  • Carlo Ricci (Maiella Verde)
  • Domenico Francomano (Terre Pescaresi)
  • Daniele Borrelli (Meridaunia)
  • Francesca Caproni (Trasimeno Orvietano)
  • Tiziano Cinti (Terre di Pre.Gio.)
  • Matteo Aguanno (Prealpi e Dolomiti)

Iscriviti

Il turismo rurale è affine al turismo sostenibile per criteri di qualità e principi valoriali. Sono, invece, le
motivazioni di viaggio che lo rendono peculiare. Esse spaziano dell’enogastronomia, all’ambiente, alla
cultura, allo sport, ecc.
È il territorio che definisce la dimensione del turismo rurale. Il territorio è, infatti, costituito da elementi
predeterminati come: la posizione geografica, la storia, l’aspetto morfologico, sui quali non si può
intervenire. Si possono, però, strutturare azioni per creare un’immagine ad hoc superando i limiti esistenti
e creando un flusso di turisti e consumatori verso l’area. Il turismo rurale sportivo accomuna attività diverse
praticate in ambienti differenti, che possono essere connesse attraverso una tematica, un itinerario o un
elemento di spicco del territorio. Fondamentale è la definizione di uno specifico target di modo da poter
creare un’offerta chiara ed organizzata.
È necessario dotare gli operatori locali delle competenze per affrontare il mercato, avere una visione nel
medio-lungo periodo del turismo per costruire un territorio competitivo, arricchito da componenti che
possono renderlo qualitativamente concorrenziale e all’altezza di essere vissuto. Il prodotto turistico
offerto farà dell’ambiente il suo tratto distintivo nel fornire una risposta consapevole alla domanda turistica
rurale sportiva. Non basta, infatti, la bellezza del territorio per attrarre visitatori.
Durante il laboratorio saranno trasferite conoscenze, condivise buone pratiche, esperienze attive e redatto
un decalogo procedurale atto a realizzare e condurre i territori adatti verso una vocazione di vacanza attiva.
Il visitatore consapevole e sperimentatore potrà svagarsi in sicurezza, usufruire dei servizi, sentirsi parte
attiva dell’esperienza, stando in un ambiente piacevole, incontaminato e da scoprire.
Il laboratorio contribuirà a capire come definire e realizzare esperienze attive coinvolgendo associazioni,
istituzioni, enti e imprenditori per incuriosire, attrarre e far permanere il turista nel territorio.
L’obiettivo iniziale è intraprendere un cammino partecipativo di costruzione di un turismo durevole in
territori delicati, come sintesi di tutela del paesaggio, agricoltura, prodotto tipico, sviluppo turistico,
peculiarità territoriali e qualità della vita dei residenti. L’obiettivo finale è di creare una comunità di
prodotto, in questo caso ambientale, che possa sostenersi nella creazione dell’offerta turistica territoriale.

Il referente del laboratorio è:

  • Francesco Radrizzani (Lago di Como Gal)

Il gruppo promotore è composto da:

  • Gianluca Macchi (GAL Valle dei Sapori)
  • Patrizio Musitelli (GAL Valle Brembana)
  • Carmelita Trentini (GAL Colli di Bergamo e del Canto Alto)
  • Alessandro Giovenzi (GAL Valle d’Aosta)
  • Aleš Pernarčič (GAL Carso LAS Kras)
  • Pierfranco Costa (GAL Valle del Crati)
  • Francesca Seoni (GAL Ogliastra)

Iscriviti

Negli ultimi orientamenti dell’UE sul CLLD, concordati dalle direzioni competenti di tutti e quattro i fondi SIE nel maggio 2014, si affermava con chiarezza che:
• LEADER è uno strumento potenzialmente potente per coinvolgere e mobilitare le comunità locali per trovare nuove soluzioni ad alcune delle principali sfide emergenti che le aree rurali devono affrontare;
• per implementare LEADER con successo bisogna mettere in campo in modo integrale suoi sette principi fondativi.

Tuttavia, non solo le testimonianze di chi lavora nei GAL, ma anche gli studi condotti sin dal 2010 da istituzioni pubbliche nazionali ed europee, hanno dimostrato che, in moltissimi casi, i quadri regolativi ed i sistemi di delivery per l’attuazione di LEADER, messi in campo dalle Autorità di Gestione (sulla base della loro interpretazione delle norme comunitarie e nazionali), hanno pesantemente limitato la reale capacità dei GAL ad adottare in modo genuino i principi cardine dell’approccio LEADER.

Per queste ragioni è urgente la produzione di una riflessione strutturata e basata su evidenze robuste sulle modalità più adeguate per “mettere a terra” il CLLD-LEADER nella prossima programmazione 2021-27.
In questa ottica, il laboratorio si propone due obiettivi:
– Produrre un’analisi, basata soprattutto sull’esperienza diretta dei membri della comunità professionale degli esperti di LEADER, per individuare i fattori che maggiormente influenzano in senso positivo o negativo l’attuazione
– Esprimere raccomandazioni su come garantire l’adozione di un genuino approccio LEADER in fase attuativa.

FORUM LEADER 2020 – QUALE MODELLO LEADER PER LA PROGRAMMAZIONE 2021-2027?
Sondaggio tra i GAL italiani per riflettere su proposte che possano aiutare i futuri GAL nella nuova programmazione in stretta sinergia con le Autorità di gestione dei programmi CLLD e in particolare Leader per lo sviluppo rurale.

Compila il FORM.

La compilazione è prevista da parte di un SOLO referente per Gal raccordandosi al proprio interno.
Il termine per la compilazione è fissato per le ore 19.00 di GIOVEDI’ 8 OTTOBRE P.V.

 

Il referente del laboratorio è:

  • Angela Nazzaruolo (Delta 2000)

Il gruppo promotore è composto da:

  • Stefano Stranieri (Montagna Appennino)
  • Angelo Farinola (Ponte Lama)
  • Mario Di Lorenzo (Alto Molise)
  • Gaspar Rino Talucci (Abruzzo Italico)
  • Carlo Ricci (Maiella Verde)
  • Giovanni Pattoneri (Del Ducato)
  • Stefano Sozzi (Appennino Bolognese)
  • Elvira Mirabella (Antico Frignano)
  • Cinzia Dori (Val Marecchia e Conca)
  • Giovanni Pazzaglia (L’Altra Romagna)

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