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Gennaio 2021

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La PAC post 2020 stabilisce obiettivi ambiziosi in materia di energia e clima in termini di riduzione delle emissioni complessive di gas serra e di adozione di strategie di adattamento; tali obiettivi richiedono un maggiore sforzo anche per le aree rurali e per i sistemi agricoli montani.
Il territorio montano è generalmente caratterizzato da ridotta pressione antropica e da territori estesi; questi due elementi costituiscono fattori di sicurezza da valorizzare anche in considerazione della necessità emersa durante il periodo dell’emergenza sanitaria di fruizione di “ambienti” con una bassa “impronta ecologica”, non semplicemente intesa come la quantificazione dell’impatto delle attività zootecniche e antropiche (reflui etc.) ma anche – e forse soprattutto – come motore economico e sociale per il rilancio delle aree e il rafforzamento della resilienza e vitalità dei territori rurali. L’interesse per una forma di certificazione del territorio può essere quindi un elemento di attrattività anche rispetto all’attuale situazione sociale.
L’impronta ecologica delle attività svolte in contesti montani (produzioni agro-zootecniche, sistemi turistici…) è estremamente diversificata rispetto a quella sviluppata dalle stesse attività svolte in pianura ed è opportuno, anzi necessario, far emergere questa peculiarità, sviluppando metodi di analisi e strumenti adeguati al contesto.

I GAL, individuando le buone pratiche strategicamente interessanti per i propri territori e ampliando le proprie conoscenze e competenze su alcuni temi pilota, possono introdurre un’innovazione di metodo nello sviluppo delle aree rurali e supportare i decisori pubblici e gli stakeholder nella definizione quantitativa dell’impronta ecologica.
Il laboratorio, attraverso l’analisi di alcuni casi studio metodologicamente caratterizzati, ha l’obiettivo di individuare alcune buone pratiche rispetto alla determinazione dell’”impronta ambientale”, replicabili su tutto il territorio nazionale e per aree con le medesime caratteristiche.
A solo titolo esemplificativo si individuano alcuni temi di interesse per i GAL promotori: passaporto ambientale, biodistretto, certificazione dei prati pascoli, gestione reflui e approvvigionamento foraggi.

Il referente del laboratorio è:

  • Patrizio Musitelli (GAL VALLE BREMBANA 2020)

Il gruppo promotore è composto da:

  • Marta Anello (GAL Valle D’Aosta)
  • Eleonora Gini (GAL Lago di Como)
  • Irene Gasparella (GAL Montagna Vicentina)
  • Mario Di Lorenzo (GAL Alto Molise)
  • Gianluca Macchi (GAL Valtellina Valle dei Sapori)
  • Salvatore Troia (GAL Rocca di Cerere)
  • Salvatore Tosi (GAL Metropoli Est)

Iscriviti

Nel precedente Forum Leader 2020, le comunità energetiche sono state oggetto di uno specifico laboratorio. Nel corso del Forum di metà ottobre a Lanciano, si è soprattutto conferito su una delle due tipologie di C.E. ovvero le Comunità Energetiche rinnovabili (CER) ex art. 22 Direttiva 2018/2001.
Tuttavia, in diversi territori del nostro paese, si stanno implementando progetti a scala più grande (inquadrabili nell’art 16 Direttiva 2019/944 le Comunità Energetiche dei Cittadini -CEC-) che assumono una valenza meno comunitaria e più imprenditoriale, in grado di rappresentare un importante volano di sviluppo, innovazione e incremento occupazionale (es: nel Pinerolese, Pianura Pordenonese tra Magrive e Risorgive, Roseto Val Fortore – FG).

In sintesi, essi configurano una Comunità in grado di aggregare più Comunità Energetiche ex art. 22 Direttiva 2018/2001, caratterizzata, in molti casi da:

• La presenza di uno o più “impianti di comunità” oltre ai singoli impianti ad energia solare delle singole comunità;
• La realizzazione di un sistema di smart grid (monitoraggio, bilanciamento e distribuzione) a servizio sia della singola Comunità più piccola (CER) sia per gli impianti di Comunità (CEC);
• La presenza di un “Aggregatore” in grado di svolgere oltre che la gestione e monitoraggio dell’intero sistema, anche e funzioni di dispacciamento e di vendere al mercato l’energia non autoconsumata;
• In alcuni casi la previsione di un “azionariato diffuso” per finanziare la realizzazione dell’impianto di comunità.
Compito del Laboratorio “Comunità Energetiche” sarà quello di:
• Raccolta di progetti che, nei rispettivi territori di riferimento dei GAL, abbiano le caratteristiche per essere classificati come Comunità Energetiche (CER o CEC);
• Individuazione dei percorsi attivati, nei singoli progetti o studi, per l’implementazione di una Comunità Energetica;
• Definizione in linea teorica di un vademecum che, sulla base delle esperienze osservate, definisca un percorso tipo per l’attivazione di una Comunità Energetica;
• Definizione di una successione di Misure – Azioni – Interventi per l’implementazione di una Comunità Energetica, differenziando le possibili strategie nel caso il territorio sia in area SNAI ovvero in area rurale o in area di montagna.
• Assicurare, durante il laboratorio, gli aggiornamenti in materia delle Comunità Energetiche anche mediante la distribuzione della documentazione più idonea

Il referente del laboratorio è:

  • Gennaro De Biase (GAL Meridaunia scarl)

Il gruppo promotore è composto da:

  • Matteo Aguanno (GAL Prealpi e Dolomiti)
  • Susanna Gardiol (GAL Escartons e Valli Valdesi)
  • CarloRicci (GAL Maiella Verde)
  • Stefano Fracasso (GAL Delta Po)
  • Adolfo Colagiovanni (GAL Molise verso il 2000)
  • Stefano Stranieri (GAL Montagna Appennino)
  • Margherita Pallotta (GAL Molise Rurale)

Iscriviti

I momenti di crisi mettono in evidenza l’esigenza di un cambiamento e dalle sue radici possono germogliare altri mondi possibili, praticabili, esperienze concrete, buone pratiche attraverso cui l’alternativa prende forma, si sperimenta. I GAL sul territorio operano a stretto contatto con i soggetti locali. Il contesto di emergenza sanitaria covid19 ha inevitabilmente accentuato le situazioni di marginalizzazione. Il metodo LEADER costituisce ora più di prima un’opportunità di mobilitazione, di condivisione, di progettazione di nuovi modelli di un nuovo patto fra cittadini e imprese dove le comunità generano nuovi processi di rinascita di un’economia locale partecipando direttamente all’ideazione, al finanziamento e alla gestione dei fattori produttivi. La comunità può generare progetti i cui protagonisti sono reti di attori locali (agricoltori, produttori, imprese ma anche rappresentanti di associazioni, amministrazioni locali, esperti, ricercatori e singoli cittadini) che, in alcuni casi, prendono la forma di cooperative, associazioni, imprese di comunità. Si tratta di modelli di progetto e di impresa multisettoriali dai tratti originali, capaci di sintetizzare l’attenzione al territorio e alla collettività e mantenere la rotta sul lavoro, sulla sostenibilità economica, sociale, ambientale delle azioni intraprese e da intraprendere.
Spunti di riflessione per iniziare questo cammino:

– definire lo spazio della comunità, che non sia un confine ma incontro e contaminazione;
– definire i principi caratterizzanti il progetto di comunità (spazio e luogo, tematismi, attori) che possano trovare sostegno nell’ambito di Strategie di Sviluppo Locale LEADER e/o altre politiche UE, nazionali e regionali;
– individuare azioni e strumenti utili ai GAL per accompagnare i primi passi, favorire l’incontro nella comunità, le fasi di generazione dei progetti e aiutare a superare le criticità;
– individuare azioni e strumenti per favorire reti di comunità e esperienze di contaminazione;
– identificare criteri e azioni che possano contribuire a facilitare l’accesso alle risorse potenzialmente disponibili delle politiche di sostegno a quelle organizzazioni, associazioni, cittadini che, al di là della forma giuridica espressa, sono gli interpreti del progetto del proprio futuro espresso nella e dalla comunità;
– individuare una metodologia di monitoraggio e valutazione dell’impatto sociale, economico ed ambientale dei progetti comunità;

Il referente del laboratorio è:

  • Stefano Stranieri (GAL MontagnAppennino)

Il gruppo promotore è composto da:

  • Carlo Ricci (GAL Maiella Verde)
  • MarioDi Lorenzo (GAL Alto Molise)
  • Tiziano Cinti (GAL Terre di Pregio)
  • Alessandra Ferrara (Agenzia di Sviluppo GAL Genovese)
  • Pier Luigi Aceti (GAL STS)
  • Salvatore Tosi (GAL Metropoli Est)
  • Pier Giorgio Sturlese (GAL Montagna Leader)
  • Andrea Brogioni (GAL FAR Maremma)

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I fenomeni di spopolamento e invecchiamento della popolazione nelle aree rurali italiane, in particolare nelle più periferiche, rendono difficoltosa una concreta prospettiva di sviluppo locale, nonostante gli sforzi profusi nei territori, anche dai GAL. L’aspetto più grave di questa forma di depopulation riguarda proprio l’allontanamento delle risorse umane più giovani e qualificate. Questo elemento crea un freno quasi insuperabile allo sviluppo e soprattutto all’innovazione.
Il FORUM LEADER, inserendosi in un processo che collega le Strategie di Sviluppo Locale ad azioni di respiro nazionale, appare il luogo ideale in cui interrogarsi e confrontarsi sulle concrete iniziative da mettere in campo nella direzione dell’attrazione in area rurale e montana di una “nuova popolazione”, costituita da risorse giovani e, possibilmente, qualificate, in grado di innervare il patrimonio delle competenze (trasversali e specifiche) delle comunità rurali.
Queste ultime, infatti, tra le numerose necessità contingenti del quotidiano, hanno anche l’esigenza di azioni di valore locale in grado di privilegiare interventi volti alla trasmissione dei saperi, la valorizzazione della gestione sostenibile del paesaggio nell’ottica dell’attrazione di residenti e fruitori delle aree rurali.
La proposta del presente Laboratorio Leader si configura come l’attuazione di un programma scientifico – formativo, intorno al tema: “Leader come strumento per l’attrazione di giovani qualificati nelle aree rurali e la formazione della nuova generazione di operatori CLLD”.
Il laboratorio potrà contare sul lavoro già portato avanti dai GAL dell’Appennino nell’ambito della strategia Erasmus dell’Appennino.
Esso ha prodotto in particolare due azioni cardine:
– Adesione al Programma di Servizio Civile Universale, aperto ai giovani anche meno formati o in via di formazione universitaria, tra i 18 e i 28 anni (la rete di GAL è stata ufficialmente riconosciuta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nel gennaio 2021);
– Programma di Tirocinio universitario e post lauream formativo sul “Turismo Sportivo, Escursionistico, Culturale ed Enogastronomico nelle zone rurali interne e montane” aperto ai giovani, con alta specializzazione, che desiderano attuare programmi e azioni sperimentali nel campo dello sviluppo locale all’interno dei GAL (un prototipo di accordo quadro è stato prodotto da un gruppo di lavoro composto da tre GAL e tre Università delle regioni Abruzzo, Lazio e Molise).

Il referente del laboratorio è:

  • Tiziano Cinti (GAL Terre di Pre.Gio.)

Il gruppo promotore è composto da:

  • MARIODI LORENZO (GAL ALTO MOLISE) 
  • CARLO RICCI (GAL MAIELLA VERDE)
  • SALVATORE TOSI (GAL METROPOLI EST)
  • GIANCARLO PEGORARO (GAL VEGAL)
  • PIER GIORGIO STURLESE  (GAL MONTAGNA LEADER)
  • HUBERT UNGERER (GAL SUDTIROLER GRENZLAND)
  • SUSANNA GARDIOL (GAL ESCARTONS E VALLI VALDESI)
  • MARGHERITA PALLOTTA (GAL MOLISE RURALE)

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A valle del laboratorio “Costruire la Comunità professionale degli esperti CLLD” presentato al Forum Leader 2020 e della successiva nascita di una Comunità di Professionisti dello Sviluppo Rurale provenienti da tutto il territorio nazionale, ci si è resi conto della bassa presenza di giovani nei ruoli dirigenziali dei GAL.
Quali sono i percorsi possibili per i giovani nella comunità professionale CLLD? Quali azioni possono essere intraprese per favorire il ricambio generazionale nei processi di sviluppo locale?
Quali strumenti possiamo mettere in campo per aumentare la fiducia verso le nuove generazioni di professionisti dello sviluppo rurale?
Quali sono gli elementi di innovazione significativi che i i giovani professionisti possono portare nello sviluppo locale partecipato?
Il laboratorio si propone di individuare modalità concrete attraverso cui valorizzare e formare risorse umane giovani e motivate per una rigenerazione professionale nel contesto dello Sviluppo Locale.

Le fasi di lavoro:

1) Indagine sullo stato di fatto nel contesto nazionale: Quanti sono i giovani che lavorano nei GAL? Quanti sotto i 35 anni? Quanti M/Quante F? Che ruolo professionale ricoprono (direttore, coordinatore, animatore, istruttore, progettista, segreteria, ecc..)? Quanto spazio hanno nei processi decisionali?
2) Individuazione di bisogni e necessità formative tramite successivi lavoro di gruppo e/o somministrazione di questionari dedicati;
3) Sulla base dei bisogni individuati, elaborazione e presentazione di una prima proposta formativa/informativa rivolta ai giovani che lavorano nei GAL;
4) Implementazione: dove trovare nuove risorse professionali giovani e competenti da coinvolgere delle attività dei GAL?
5) Organizzazione di incontri in presenza (study-visit, eventi formativi, programmi di interscambio professionale, ecc..) su tutto il territorio nazionale per un coinvolgimento attivo e diretto dei giovani professionisti.

Il gruppo di lavoro, auspicabilmente rivolto agli Under 40, intende arrivare al FORUM 2021 con i risultati dell’indagine sullo stato di fatto, con una prima analisi dei bisogni e delle necessità formative ed una proposta di attività correlate da condividere, discutere ed ampliare con tutta la comunità professionale.

Il referente del laboratorio è:

  • Giulia Lazzarini (GAL Gardavalsabbia2020)

Il gruppo promotore è composto da:

  • Paola Gallo (GAL Terre Vibonesi)
  • Josef Gunter Mair (GAL Alpi di Sarentino)
  • Hubert Ungerer (GAL Südtiroler Grenzland P.A. Bolzano)
  • Alessandro Mazzoleni (GAL dei Colli di Bergamo e del Canto Alto)
  • Chiara Tisat (GAL Valle Seriana e dei Laghi Bergamaschi)
  • Eleonora Gini (Lago di Como GAL)
  • Fabio Signoretta (GAL Terre Vibonesi)

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Perché un Portale-Magazine

L’Iniziativa comunitaria per lo sviluppo rurale (LEADER), lanciata nel 1991, è stata una delle politiche più avanzate nel promuovere nuova forma di governance nei territori rurali, coinvolgendo cittadini, ONG, imprese e autorità locali, in un’azione comune per lo sviluppo locale, fornendo loro legittimità e mezzi per agire. Questa realtà, oggi CLLD, è rappresentata da una rete di più di 3000 soggetti in tutta Europa.
Si tratta di una realtà, fatta di migliaia di persone, professionalità, storie, esperienze punti di osservazione ed energie, unica nel campo dello sviluppo locale che però ha sempre fatto fatica a comunicare la propria identità di sistema.
Da queste premesse, e sulla scorta delle energie collaborative mobilitate con il Forum LEADER nasce la voglia di raccogliere questa sfida di rappresentazione, condivisione e narrazione con il lancio di un portale magazine dedicato.

Identità e obiettivi

I primi elementi da sviluppare nell’ambito del laboratorio sono:
• Identità generale. Il prodotto è destinato al tema dello sviluppo locale in modo aperto a tutte le realtà e non assumere la veste di un bollettino ufficiale del Forum LEADER.
• Target chiave. È costituito dal pubblico che questo internet magazine vorrebbe raggiungere ma anche rappresentare e coinvolgere nella produzione di contenuti: persone che lavorano nei progetti di sviluppo, attori del territorio, tecnici delle autorità nazionali e regionali, ricercatori.
• Obiettivi:
– raccontare quello che succede nei territori in materia di sviluppo locale (attori, esperienze, casi di studio ecc.);
– documentare le attività del forum e dare visibilità alle iniziative promosse ed ai risultati prodotti dai laboratori;
– narrare le politiche di sviluppo locale e la loro messa a terra dando voce ai protagonisti;
– organizzare attività digitali di approfondimento e confronto sui temi “caldi” ad integrazione di quelle dei laboratori
– condividere in un unico centro risorse esperienze e strumenti, approfondimenti, webinar ed altri materiali prodotti dai GAL.

Obiettivi operativi 2021
• Sperimentare in via preliminare la pubblicazione di una serie di contenuti ed attività editoriali attraverso la piattaforma Web del Forum
• Definizione di un Piano editoriale
• Realizzazione di un’analisi di fattibilità su modalità di gestione, risorse necessarie e fonti di supporto
• Lancio del Web Magazine nella nuova veste editoriale ed organizzativa

Il referente del laboratorio è:

  • Patrizia Di Fazio (Castelli romani e Monti prenestini)

Il gruppo promotore è composto da:

  • Angela NAZZARUOLO (Delta 2000)
  • Nadia DI LIDDO (Ponte Lama)
  • Marco BASSETTO  (Trentino Orientale)
  • Carmelita CIANCI (GAL Maiella Verde)
  • Giancarlo PEGORARO (Vegal)
  • Marta ANELLO  (GAL Val d’Aosta)
  • Carlo RICCI (GAL Costa dei Trabocchi)

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Il Laboratorio tematico, in continuità a quanto avviato durante il 2020, si pone i seguenti:

OBIETTIVI GENERALI
a) evidenziare la maturità raggiunta sia dai GAL che dalle Istituzioni locali coinvolte nella SNAI in merito alla capacità di lavorare insieme;
b) individuare quali possono essere le attività sinergiche e quali forme di cooperazione nell’attuazione dei rispettivi strumenti di sviluppo locale;
c) collaborare per una comunicazione/narrazione positiva delle esperienze, da assegnare alle rappresentanze di livello nazionale relativamente alle politiche di sviluppo territoriali.

OBIETTIVI SPECIFICI
1) condividere e diffondere tra i GAL aderenti al laboratorio alcune “opzioni” tecnico-amministrative, già in fase di prima studio e sperimentazione in alcune Regioni, volte migliorare l’integrazione tra SNAI e LEADER e, più in generale, l’attuazione della politica di coesione e dello sviluppo rurale a livello locale;
2) promuovere momenti di confronto tecnico con CTAI, NUVAP e RRN per condividere le proposte attuative di cui sopra;
3) confrontarsi sulle opportunità date dal PNRR, con particolare riguardo alla Missione n. 5 a agli interventi speciali per la coesione territoriale, di cui anche i territori LEADER potrebbero beneficiare;
4) consolidare il dialogo con i Comuni interessati dalla SNAI e disposti al confronto con i GAL anche per il tramite delle loro rappresentanze (UNCEM e ANCI);
5) effettuare degli approfondimenti sulle capacità amministrative dei GAL, individuando eventuali fragilità e/o lacune in merito alle competenze necessarie per presidiare l’integrazione delle politiche SNAI e LEADER, a garanzia di un migliore risultato e impatto.

METODO DI LAVORO
– lavorare insieme nel rispetto delle autonomie assegnate a ciascun soggetto operante a livello locale (Sistemi Intercomunali per SNAI, GAL per LEADER).
– sviluppare le riflessioni partendo da ricerche/approfondimenti già realizzati e raccogliere le esperienze dirette dei GAL già coinvolti a vario titolo nella SNAI 2014-2020.

In considerazione dello stato di avanzamento dell’Accordo di Partenariato 2021-27, la definizione del PNRR e l’avvio del periodo di transizione 2021-22 del FEASR, durante il quale ai GAL viene concessa la possibilità di avviare ogni utile iniziativa funzionale al nuovo periodo di programmazione, il Laboratorio dovrà attivarsi fin da subito fornendo elementi a supporto della definizione dei prossimi programmi operativi, cercando di favorire il dialogo con le AdG dei fondi

Il referente del laboratorio è:

  • Marco Bassetto (Trentino Orientale)

Il gruppo promotore è composto da:

  • Pierluigi Aceti (GAL STS Savuto Tirreno Serre Cosentine) 
  • Matteo Aguanno (Prealpi e Dolomiti)
  • Daniele Borrelli (Meridaunia)
  • Tiziano Cinti (Terre di Pre.Gio.)
  • Dario Costanzo (ISC Madonie)
  • Mario Di Lorenzo (Alto Molise)
  • Domenico Francomano (Terre Pescaresi)
  • Carlo Ricci (Maiella Verde)
  • Stefano Stranieri (MontagnAppennino)
  • Pier Giorgio Sturlese (Montagna Leader)

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