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Impronta ecologica nelle aree rurali: verso un modello di sostenibilità.

La PAC post 2020 stabilisce obiettivi ambiziosi in materia di energia e clima in termini di riduzione delle emissioni complessive di gas serra e di adozione di strategie di adattamento; tali obiettivi richiedono un maggiore sforzo anche per le aree rurali e per i sistemi agricoli montani.
Il territorio montano è generalmente caratterizzato da ridotta pressione antropica e da territori estesi; questi due elementi costituiscono fattori di sicurezza da valorizzare anche in considerazione della necessità emersa durante il periodo dell’emergenza sanitaria di fruizione di “ambienti” con una bassa “impronta ecologica”, non semplicemente intesa come la quantificazione dell’impatto delle attività zootecniche e antropiche (reflui etc.) ma anche – e forse soprattutto – come motore economico e sociale per il rilancio delle aree e il rafforzamento della resilienza e vitalità dei territori rurali. L’interesse per una forma di certificazione del territorio può essere quindi un elemento di attrattività anche rispetto all’attuale situazione sociale.
L’impronta ecologica delle attività svolte in contesti montani (produzioni agro-zootecniche, sistemi turistici…) è estremamente diversificata rispetto a quella sviluppata dalle stesse attività svolte in pianura ed è opportuno, anzi necessario, far emergere questa peculiarità, sviluppando metodi di analisi e strumenti adeguati al contesto.

I GAL, individuando le buone pratiche strategicamente interessanti per i propri territori e ampliando le proprie conoscenze e competenze su alcuni temi pilota, possono introdurre un’innovazione di metodo nello sviluppo delle aree rurali e supportare i decisori pubblici e gli stakeholder nella definizione quantitativa dell’impronta ecologica.
Il laboratorio, attraverso l’analisi di alcuni casi studio metodologicamente caratterizzati, ha l’obiettivo di individuare alcune buone pratiche rispetto alla determinazione dell’”impronta ambientale”, replicabili su tutto il territorio nazionale e per aree con le medesime caratteristiche.
A solo titolo esemplificativo si individuano alcuni temi di interesse per i GAL promotori: passaporto ambientale, biodistretto, certificazione dei prati pascoli, gestione reflui e approvvigionamento foraggi.

Il referente del laboratorio è:

  • Patrizio Musitelli (GAL VALLE BREMBANA 2020)

Il gruppo promotore è composto da:

  • Marta Anello (GAL Valle D’Aosta)
  • Eleonora Gini (GAL Lago di Como)
  • Irene Gasparella (GAL Montagna Vicentina)
  • Mario Di Lorenzo (GAL Alto Molise)
  • Gianluca Macchi (GAL Valtellina Valle dei Sapori)
  • Salvatore Troia (GAL Rocca di Cerere)
  • Salvatore Tosi (GAL Metropoli Est)

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