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Le comunità Energetiche. Possibile ruolo del GAL nell’ambito della nuova programmazione 2021-2027 e della Strategia Nazionale Aree Interne.

Una Comunità Energetica può definirsi come una comunità di utenze private e pubbliche localizzata in una specifica area in cui cittadini, imprese e P.A., attori del mercato energetico (utility della trasmissione, distributori) implementano azioni per lo sviluppo, produzione, stoccaggio, consumo e vendita di energia.
Le direttive comunitarie 2018/2001 (RED II) e 2019/944 (la c.d. direttiva MERCATO), i vari strumenti di programmazione (tra cui il Piano Nazionale per l’Energia e il Clima – PNIEC), il recente decreto milleproroghe (comma 42 bis del DL 162/219 coordinato con la legge di conversione 28 febbraio 2020, n. 8) nonché alcuni Leggi e Regolamenti Regionali che disciplinano e finanziano la costituzione delle Comunità Energetiche (in ordine di tempo: Piemonte, Puglia e di recente anche la Liguria) evidenziano il sempre maggiore interesse nei confronti della Generazione Distribuita, dell’Autoconsumo e della gestione delle reti di distribuzione su piccola scala. Sono tutti elementi che, insieme alle innovazioni tecnologiche legate ai sistemi di accumulo e alla gestione intelligente delle reti (smart grid) individuano nella Comunità Energetica un nuovo soggetto destinato a cambiare il mercato energetico e a diventare uno degli strumenti per raggiungere gli obiettivi di transizione energetica e decarbonizzazione.
La creazione di una comunità sostenibile, circolare e collaborativa è un obiettivo potenzialmente trasversale a tutti i fondi strutturali che implica non solo interventi infrastrutturali a livello locale e rurale ma anche nella formazione, creazione capitale sociale ecc.
Inoltre, le C.E. potrebbero costituire una opportunità di sviluppo nelle aree più verdi del paese, spesso localizzate in ambito SNAI (Strategia Nazionale Aree Interne)
Obiettivo del Laboratorio è quello di evidenziare le opportunità offerte dalle comunità energetiche per le aree rurali e interne del paese e analizzare quale ruolo potrebbe avere un GAL non solo come animatore e promotore di una C.E. nel territorio di riferimento, ma anche come destinatario di azioni trasversali (formazione, ricerca e sviluppo, qualificazione, ecc).
La discussione su queste tematiche è resa ancor più strategica in questo momento, poiché è oramai prossimo il recepimento delle direttive comunitarie, nonché la definizione di alcuni aspetti di competenza dei vari enti (ARERA, MISE Ministero delle Finanze) in relazione a problematiche quali: incentivi, regime fiscale, oneri di sistema.

Il referente del laboratorio è:

  • Gennaro de Biase (Meridaunia scarl)

Il gruppo promotore è composto da:

  • Eleonora Galante (Molise verso il 2000)
  • Margherita Pallotta (Molise rurale)
  • Susanna Gardiol (Escartons e Valli Valdesi)
  • Patrizia Di Fazio (Castelli Romani e Monti Prenestini)
  • Stefano Fracasso (Delta PO)
  • Michele Odenato (Gesso Vermegnana Pesio)
  • Francesco de Vuono (Galsila)

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